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testi; inoltre, li commentano. Per esempio, si deve a loro la redazione definitiva dell’Iliade e dell’Odissea. I Tolomei e i loro successori con questa prestigiosa istituzione danno un contributo notevole alla ricerca e alla cultura, ma ne traggono anche vantaggi indiscutibili come strumenti di dominio.

Per gli studiosi di tutto il mondo non “arruolati” nel Museo, è istituita una biblioteca-figlia, collocata nel Serapeo (tempio di Serapide), nel quartiere egizio di Rhakotis. Essa è dotata di copie dei testi elaborati e selezionati dai dotti del Museo. Già ai tempi di Callimaco (310-249) essa dispone di 42.800 rotoli.

Secondo la tradizione, la Biblioteca cessa definitivamente di esistere intorno al 640 d.C. con la conquista dell’Egitto da parte del Califfo Omar, che avrebbe ordinato: “Se questi libri contengono solo il Corano, sono inutili; se contengono qualcos’altro, sono pericolosi: bruciateli”. Con questo atto viene assicurato per 6 mesi il riscaldamento dei 4.000 bagni pubblici della città.


12. La matematica alessandrina

EUCLIDE. Del più noto matematico dell’antichità conosciamo con approssimazione le date di nascita e di morte (forse 330-260 a.C.), ma non la città di origine. Certamente non va confuso con un altro Euclide, di Megara. Si pensa abbia studiato in Atene, all’Accademia.

La sua opera di gran lunga più importante è quella intitolata Elementi. Questo manuale, formato da 13 libri, soppianta e condanna all’oblio e alla dispersione tutte le opere di autori precedenti sugli stessi temi. L’opera di Euclide, variamente ritoccata nel corso dei secoli, giunge fino ai tempi attuali e occupa ancora un posto di rilievo nell’insegnamento della matematica nelle scuole secondarie.