Pagina:Dalle dita al calcolatore.djvu/248

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226 XIII. I CALCOLATORI


massiccia ricerca scientifica e tecnologica tesa a realizzare armi sempre più potenti, attività di decrittazione dei messaggi del nemico, ecc.

In Germania un ingegnere, Konrad Zuse, realizzò tra gli anni 1935 e 1945 diverse versioni di un calcolatore programmabile a relais, ma il suo lavoro fu prima impedito e poi bloccato dalle vicende della guerra, tanto che non ebbe sviluppi di rilievo.

Nel campo avverso, invece, i risultati principali furono raggiunti negli Stati Uniti, ma la ricerca che portò al risultato finale ebbe inizio qualche anno prima. Nel 1927 Ben Wood, professore di psicologia alla Columbia University, attese alla preparazione di una macchina che raccogliesse ed elaborasse automaticamente i risultati dei test. Da questi studi nacque il “TEST SCORER 805”, una macchina capace di eseguire una certa sequenza di operazioni. Proseguendo lungo questa direzione di studi, verso la metà degli anni trenta un gruppo di scienziati coordinati da Wallace Eckert, dell’Astronomical Computing Bureau “Thomas Watson”, si servì di macchine tabulatrici per eseguire i calcoli necessari agli studi astronomici. Queste macchine, tuttavia, erano incapaci di risolvere più di un problema per volta.

È di questi anni la massima diffusione nelle varie ditte di uffici meccanografici, nei quali “plotoni” di impiegati compiono i calcoli necessari alla conoscenza dello stato della produzione, dell’andamento delle vendite, ecc.

Nel 1944 Howard H. Aiken, dell’Università di Harvard, produce il primo calcolatore aritmetico universale, collegando in serie tra di loro 78 calcolatrici a relais: nel complesso, la macchina contiene 3300 relais: il suo nome è MARK 1.

Prima della guerra, il professor John Atanassoff, dello Iowa State College, aveva progettato un calcolatore basato sull’uso di valvole termoioniche, ma non aveva avuto i mezzi per realizzare le sue idee. John