Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/103

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100 ricordi di parigi.


sali si aprono, le carte geografiche si spiegano, i mappamondi girano, mille strumenti suonano; da ogni parte c’è uno spettacolo, una scuola o una conferenza; l’Esposizione è diventata un enorme ateneo internazionale che ci dà per venti soldi tutto lo scibile umano.


Quella che attira più gente, a tutte le ore, è l’esposizione delle belle arti. Ma a me manca quasi il coraggio d’entrarvi. Mi conforta soltanto il pensiero di non aver da rendere che l’impres­sione confusa della prima visita. Sono diciassette pinacoteche in una successione di padiglioni che si estendono da un’estremità all’altra del Campo di Marte; — il mondo intero — qui si può dire propriamente, — il passato e il presente, le vi­sioni dell’avvenire, le battaglie, le feste, i martirii, le grida d’angoscia e le risate pazze; tutta la grande commedia umana con l’infinita varietà delle scene tra cui si svolge, dalla reggia alla ca­panna, dai deserti di ghiaccio ai deserti di sabbia,