Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/186

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vittor hugo. 183


paiono socchiusi, e appariscono soltanto come due punti scintillanti, che quando fissano, pene­trano in fondo all’anima. Aveva una giacchetta d’orleans nero e il suo solito panciotto oscuro, abbottonato fin sotto il mento. La prima im­pressione che mi fece fu d’un uomo abitualmente triste.

— Ora staremo un po’ insieme, — mi disse, dopo avermi fatto qualche altra domanda, — e poi verrete di là con me, nel salotto, dove cono­scerete alcuni degli uomini più notevoli della Francia. In che città abitate, in Italia?

Diedi la mia risposta in fretta, e nello stesso punto mi prese una grande paura. — Se mi do­mandasse qual è la mia professione! — dissi tra me. E mi sentii diventar rosso fino alla radice dei capelli.

Fortunatamente per me, mentre apriva la bocca per interrogare, entrò gente.

Allora assistetti a una scena, o piuttosto a una serie di scene tra amene e commoventi, che mi