Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/204

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vittor hugo. 201


una mano sopra un ginocchio e mi guardò in atto d’aspettazione.

Che cosa volete! Sono disgrazie che possono capitare a tutti. Vi ricordate del sarto letterato dei Promessi sposi, che dopo aver studiate mille belle cose da dire al Cardinal Federigo per farsi onore, arrivato il momento, non sa dir altro che un: — Si figuri! — di cui rimane avvilito per tutta la vita? Ebbene, mi duole il dirlo, e lo dico per ca­stigarmi: io feci la stessissima figura di quel sarto; anzi una figura cento volte più trista. Lo sguardo fisso di Vittor Hugo mi turbò, tutte le mie belle idee scapparono, e non dissi altro che questo....

Insomma, bisogna ch’io lo dica.

Io gli domandai se era stato a vedere l’ Espo­sizione!

E rimasi là fulminato dalla mia domanda.

Non ricordo più che cosa Vittor Hugo m’abbia risposto. Ricordo soltanto che, qualche momento dopo, parlando dell’Esposizione, disse: — Cest un beau joujou.