Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/233

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230 ricordi di parigi.


-suto e dalla voce rude, che dice tutto a tutti, in piena piazza, impudentissimamente; la sua ap­parizione improvvisa in mezzo a una folla di ro­manzieri in abito nero, ben educati e sorridenti, che dicono mille oscenità in forma decente, in romanzetti color di rosa fatti per le alcove e per le scene. Questo è il suo più alto merito. Egli ha buttato in aria con un calcio tutti i va­setti della toeletta letteraria e ha lavato con uno strofinaccio di tela greggia la faccia imbellettata della Verità. Ha fatto il primo romanzo popolare che abbia veramente «l’odore del popolo.» Ha aggredito quasi tutte le classi sociali, flagellando a sangue la grettezza maligna delle piccole città di provincia, la furfanteria dei faccendieri d’alto bordo, la corruzione ingioiellata, l’intrigo poli­tico, l’armeggio del prete ambizioso, la freddezza crudele dell’egoismo bottegaio, l’ozio, la ghiotto­neria, la lascivia, con una tale potenza, che quan­tunque preceduto su questa via da altri scrittori ammirabili, vi parve entrato per il primo, e i