Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/262

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

emilio zola. 259


anche prima di cercarla, andai all’ospedale di Sant’Anna a studiare la malattia e la morte, come un medico. Poi assegnai a Gervaise il mestiere di lavandaia, e pensai subito a quella de­scrizione del lavatoio che misi nel romanzo; che è la descrizione d’un lavatoio vero, in cui passai molte ore. Poi, senza saper nulla del Goujet, che immaginai in seguito, pensai di valermi dei ricordi d’un’officina di fabbro ferraio, dove avevo passato delle mezze giornate da ragazzo, e che è accennata nei Contes à Ninon. Cosi, prima d’aver fatto la tela del romanzo, avevo già concepita la descrizione di un pranzo nella bottega di Gervaise, e quella della visita al museo del Louvre. Avevo già studiate le mie bettole, l’Assommoir di père Colombe, le botteghe, l’Hôtel Boncœur, ogni cosa. Quando tutto il rimanente fu predisposto, co­minciai a occuparmi di quello che doveva acca­dere; e feci questo ragionamento, scrivendolo. Gervaise viene a Parigi con Lantier, suo amante. Che cosa seguirà? Lantier è un pessimo sog-