Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/314

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specie d’elettricità dell’ingegno, per cui il motto arguto detto da uno la mattina, girando con ra­pidità meravigliosa, diventa proprietà di mille la sera, e ciascuno è sempre ricco di tutta la ricchezza circolante. Ma che il gamin di Parigi sia proprio di tanto più arguto del vallione di Napoli e del becerino di Firenze? E come ci studiano! Si pre­parano per i pranzi, vanno alla conversazione col repertorio già scelto e ordinato, e conducono il discorso a zig zag, a salti, a giravolte, a sgam­betti, con un’arte infinita, per metter fuori, in quel dato momento, il gran tesoro d’una corbel­leria. E questi spiritosi di seconda mano si so­miglian tutti; sentito un commis voyageur, ne avete sentito mille. Ci son certi ingredienti e un certo meccanismo per distillare quello spirito, che una volta scoperti, è finita, come delle botte «di ri­serva» degli schermitori. Ma ci tengono! Fa pietà e dispetto davvero, vedere il vecchio ac­ciaccoso, affetto d’incipiente delirium tremens, che quando è riuscito, nella folla, a infilare un gio-