Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/323

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
320 ricordi di parigi.


o bella idea che non trovi presa istantaneamente nell’anima sua. La sua intelligenza agilissima rende mirabilmente facili e piacevoli tutte le co­municazioni del pensiero. La parola sfuggevole, la sfumatura, la mezza intenzione, il sottinteso, l’accento, il cenno; tutto coglie a volo. Mille per­sone riunite hanno un’anima sola per comprendere e per sentire. È impossibile non sentirsi presi da simpatia per quelle sue feste, per quelle tumultuose baraonde, in cui l’allegrezza eguaglia tutte le età e tutte le condizioni, e una folla innumerevole non è più che una sola immensa radunata di amici spensierati e felici. Il più cocciuto nemico bisogna che rompa in uno scoppio d’ilarità e che spalanchi il cuore alla benevolenza. Perchè sotto quella fanciullaggine del Parigino, in fondo, c’è necessariamente della bontà, come sotto una bella spuma un buon vino. Egli è naturalmente fran­co, anche se i suoi modi non lo paiono; non diffidente; più facile a essere ingannato che a in­gannare; inclinato a perdonare le offese, conci-