Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/34

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il primo giorno a parigi 31

canti e ombre di donne che guizzano dietro le tende di trina. Un’aria calda e molle, come di teatro, si spande, pregna d’odor di sigari d’Avana, dell’odore acuto dell’assenzio che verdeggia in diecimila bicchieri, delle fragranze che escono dalle botteghe di fiori, di muschio, di vesti pro­fumate, di capigliature femminili; — un odore proprio dei boulevards di Parigi, misto di gran­d’albergo e d’alcova, — che dà alla testa. Le carrozze si fermano; lecocottes dai lunghi stra­scichi discendono, fra due ali di curiosi, e spa­riscono come freccie nelle porte delle trattorie. Fra la folla dei caffè suonano le risa argentine e forzate di quelle che siedono a crocchio. Le «cop­pie» fendono audacemente la calca. La gente comincia a serrarsi, in doppia fila, alle porte dei teatri. La circolazione è interrotta ogni momento. Bisogna camminare a zig-zag, a passetti, respin­gendo dolcemente gomiti e toraci, fra una selva di cilindri e di gibus, fra i soprabiti neri, le giubbe, i gran panciotti spettorati e le camicie