Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/36

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

il primo giorno a parigi 33


notturna; e un non so che di voluttuoso spira nell’aria, mentre la notte di Parigi, carica di fol­lie e di peccati, prepara le sue insidie famose. Quello è davvero il momento in cui la grande città s’impadronisce di voi e vi soggioga, se an­che foste l’uomo più austero della terra. È il lenocinio gallico del Gioberti. È una mano in­visibile che v’accarezza, una voce dolce che vi parla nell’orecchio, una scintilla che vi corre nelle vene, una voglia impetuosa di tuffarvi in quel vortice, e d’annegarvi...; passata la quale si va a desinare benissimo a due lire e settantacinque.

E anche il desinare è uno spettacolo per chi si ritrova impensatamente, come accadde a noi, in una trattoria vasta e rischiarata come un tea­tro, formata d’una sala unica, cinta d’una lar­ghissima galleria, dove si sfamano insieme cin­quecento persone, rumoreggiando come una grande assemblea di buon umore. E dopo vien l'ultima

Ricordi di Parigi. 3