Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/57

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4 ricordi di parigi


scamente, con una specie d’insolenza democra­tica, il suo enorme tetto bernese accanto alla mole giallastra della santa Russia, che affetta la superbia minacciosa d’un castello imperiale. Fra il lungo porticato austriaco e la faccia nera e fantastica della China, s’alza la Spagna arabe­scata e dorata dei Califfi; e fanno uno strano senso, dopo le due casette semplici e quasi melanco­niche della Scandinavia, le arcate teatrali d’Ita­lia, messe in rilievo dalle tende purpuree; dietro alle quali salta fuori inaspettatamente la facciata rustica del Giappone colle sue grandi carte geo­grafiche piene di pretensione scolaresca. E final­mente, più vicino all’entrata, dan nell’occhio gli Stati Uniti sdegnosi, che non vollero prender parte alla gara, contentandosi di esporre fiera­mente i loro cinquanta stemmi repubblicani so­pra una piccola casa bianca e vetrata, accanto alla quale s’alzano i cinque edifizi graziosi dell’Inghilterra. Una folla di stranieri che vanno e vengono, tutti col viso rivolto dalla stessa parte,