Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/68

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uno sguardo all'esposizione. 65


don le tappezzerie istoriate d’Ingelmunter, le belle armi di Lièges, vicino alle sculture in legno di Spa e ai prodotti metallurgici della Vecchia montagna; dopo i quali si può prendere un po’ di respiro in un gabinetto di Re Leopoldo, scolpito in legno di quercia, che fa sinceramente deside­rare, per un’oretta al giorno, la corona del Bel­gio. E poi un contrasto curiosissimo: le esposi­zioni di due paesi profondamente diversi, che par che si guardino l’un l’altro, stupiti di tro­varsi di fronte. Figuratevi da una parte le pelli degli orsi bianchi uccisi dai navigatori danesi in mezzo ai ghiacci polari, dall’altra i tappeti fatti a mano dalle belle fanciulle brune nei villaggi irradiati del Peloponneso; di qui i legni della foresta di Dodona, di là gli zoccoli delle grosse contadine di Fionia; a destra i marmi delle miniere del Laurium, che rammentano le glorie dello scal­pello antico; a sinistra le reti dei pescatori del Baltico, che fanno sentire nella mente echi lon­tani di canzoni pie e melanconiche; e dirimpetto

Ricordi di Parigi. 5