Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/71

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68 ricordi di parigi.


coi suoi strumenti d’una musica dell’altro mondo e colle maschere mostruose dei suoi attori dram­matici; Cambodge.... Ah! è bravo chi si ricorda di Cambodge. E dopo la favola vien la barzel­letta, gli stati putti, i nani della festa, che si rizzano l’uno sulle spalle dell’altro, in Via delle nazioni, per parer di statura: Monaco che offre una tavola, Lussemburgo che mostra dei banchi di scuola, Andorre che presenta le sue leggi, San Marino che fa vedere una macchinetta. Qui l’E­sposizione volge un poco all’ameno. Ma si ripi­glia immediatamente, ricca e severa, colle arcate del chiosco di Belem e colle mura dell’abbazia di Bathala, fra i modelli dell’antica architettura portoghese sopravvissuta al terremoto famoso, negli splendidi vasi moreschi, nelle sculture in legno, nelle belle stuoie di Lisbona e nelle in­numerevoli figurine d’argilla dipinte, che rivelano tipi, foggie e costumi, e vi fanno vivere un’ora nella città di Camoens in via do Chiado e al pas­seio don Pedro de Alcantara, in mezzo ai fidalgos,