Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/84

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uno sguardo all'esposizione. 81


rea; i tubi di ferro congiunti in forma di or­gani titanici o di chiesuole di stile gotico, le marmitte in obelischi egizii, i cilindri di rame in colonnati babilonesi, le funi telegrafiche in campanili. V’è una gara di bizzarrie architetto­niche spinta a un segno che fa ridere. Un mer­cante di stoffe fabbrica un castello di materasse? L’orologiaio vicino innalza una piramide di due­mila casse d’orologi. Un olandese espone un tempio di stearina che può contenere venti persone, colle sue statue e colle sue gradinate? E un francese costruisce un tempio di cristallo sor­retto da sei colonne e circondato da una ba­laustrata, che costa venticinque mila napoleoni. Un profumiere inglese consacra una palazzina ai suoi cosmetici e alle sue boccette? E un chiodaio parigino rappresenta con nient’altro che coi suoi chiodi dalla testa dorata, il palazzo del Trocadero colla sua cupola, colle gallerie e colla ca­scata. Un liquorista d’Amsterdam fa colle sue bottigline un altare da cattedrale? E un profumiere

Ricordi di Parigi. 6