Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/88

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uno sguardo all'esposizione. 85



E le cose belle dunque! Infinite; ma un po’ care. Non c’è mezzo di mobiliarsi una casa a proprio gusto, fantasticando, senza profondere un milioncino in un quarto d’ora. A ogni passo tro­vate un mobile che vi incapriccia, e sareste quasi tentati di fare uno sproposito; ma avvicinandovi al cartellino del prezzo, vedete dietro a un uno che vi dà un filo di speranza quattro maledettis­simi zeri che paiono quattro bocche spalancate che vi sghignazzino in faccia. È un continuo supplizio di Tantalo. Non c’è che un solo con­forto: che molte cose son già comprate. Avete messo gli occhi sopra un meraviglioso servizio da tavola della casa Cristophle, che vale quat­trocento mila lire; ma ve l’ha buffato il duca di Santoña. Così la duchessa v’ha liberato dalla tentazione di portar a casa una splendida veste Colbert e Alençon, che avrebbe spazzato netto il vostro piccolo patrimonio. Il gran vaso di ma­lachite ornato d’oro, della sezione russa, alto tre metri, ve l’ha portato via il principe Demidoff. Il