Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/92

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uno sguardo all'esposizione. 89


uva secca. Ci avete il vino di Schiraz nella se­zione di Persia, il vino di Corinto accanto al­l’acqua delle Termopili, e potete gustare un Tokai squisito nella trattoria rustica dell’Ungheria, al suono d’una banda di zingari. Per mangiare poi non c’è che da chiedere. Nei padiglioni delle colonie francesi una creola vi dà l’ananasso, una mulatta vi dà il banano, un negro la vaniglia. Potete mangiare della marmellata del Canadà e intingere in un bicchiere del famoso Sant’Uberto di Vittoria dei biscotti che hanno attraversato l’Atlantico. Potete scegliere fra i pesci celebrati della Norvegia e i maiali illustri di Chicago. Po­tete fare anche meglio: prendervi un pezzo di carne cruda venuta dall’Uraguay, ma fresca e sanguinante che par della mattina, e andarvela a far cuocere voi stessi collo specchio ustorio del­l’Università di Tours, nella galleria delle arti li­berali di Francia. Poi ci sono le trattorie olan­desi, americane, inglesi e spagnuole. Avete al vostro servizio cento bei pezzi di ragazze vestite