Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/95

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92 ricordi di parigi.


salati; una magnificenza di teatrini, d’altari, di troni, di biblioteche, pieni di ghiottumi così graziosamente disposti e decorati, che il gran pit­tore delle Halles di Parigi ne potrebbe cavare un quadro meraviglioso per uno dei suoi romanzi av­venire.


Lo spettacolo più bello è quello che presenta la gente. A certe ore il recinto dell’Esposizione è più popolato di molte grandi città. I visitatori entrano per venti porte. I viali, i vestiboli, le gallerie, i passaggi traversali, e il labirinto infi­nito delle sale del campo di Marte, è tutto un brulicame nero, in cui c’è da fare a non per­dersi. Specialmente nelle «sezioni estere», dove i venditori formano da sè soli una specie d’espo­sizione antropologica dilettevolissima. C’è un gran numero di belle ragazze inglesi che lavorano ai loro registri, intente e impassibili, in mezzo a quel via vai, come se fossero in casa propria. I Giapponesi, — vestiti all’europea, — chiacche-