Pagina:De Joinville, Galvani - La sesta crociata - 1872.djvu/40

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xl lezione preliminare.

avrebbe potuto essere che nominativo o vocativo singolare, e negli altri casi sarebbe stato regolare il dire Monsignore o Messignore; così giocoliere e troviere mostravano le loro forme soggettive, e quelle invece dei regimi giocolatore e trovatore, senza ch’io stanchi l’avvisato lettore con esempi più numerosi: stando invece contento alla conchiusione inculcata che queste diverse uscite non formavano già due voci, ma sì non erano che la voce medesima a varie desinenze per iscompagnare appunto con esse il nominativo dai casi obliqui; servendo così a mostrare, dalla lingua latina scritta o dotta che indicava i casi cogli articoli suffissi, alla latina orale o rustica che si giovò dei medesimi antefissi, un trapasso ed una condizione quasi mezzana in tale differenza di terminazione in quel caso appunto a cui era meno consueto il pronome articolare dimostrativo, ed al quale poi non si conveniva l’aggiunta di alcuna preposizione che valesse a prefiggerne, o segnalarne la direzione.

Ancora la regola di dover sempre posporre al soggetto singolare una s faceva sì che quei nomi i quali sarebbero radicalmente finiti in m, per non ammettere il poco pronunciabile ms, mutavano la m nella n facendo ns. Però soggetto di fum era funs non fums; di flum, fluns non flums; di nom, nons; di raim, rains; di faim, fains; e per conseguente di hom od om, hons, od ons da cui può prendere maggior chiarezza l’on de’ Francesi odierni, a persuadere viemmeglio che il loro on dit, non sia che l’antico hons od ons dit, cioè, uomo dice.