Pagina:De Marchi - Demetrio Pianelli, 1915.djvu/356

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don Giosuè una questione, perchè lo zio prete voleva la restituzione delle trentasette lire prestate pel funerale di pà Vincenzo....

La mente non distingueva più, per esempio, tra la bella Angiolina e Beatrice, tra lui e pà Vincenzo.

Pareva una lunga storia sola, la vecchia storia di ca’ Pianelli, l’eterna storia degli uomini stupidi e delle donne belle senza giudizio.

Tuttavia in fondo, quasi al di sotto di quel letto di brace, sul quale credeva di giacere, si faceva via un sentimento diverso dagli altri, che aveva in sè un certo senso di bontà, quasi una punta di dolcezza, e che dava al suo soffrire un non so che di nobile e di gentile. Era il pensiero nascosto o sottinteso di Beatrice.

La voce chiara e buona di questa donna parlava continuamente nell’anima sua e nel corpo malato, come la voce di una fontana perenne tra i clamori di un popolo in rivolta, di una fontana che non cessa mai di versare la sua acqua limpida e chiara, anche quando la gente cattiva e furibonda ha più sete di sangue che di acqua. Mentre egli faceva ogni sforzo per accostarsi a quella fontana, in cui si concretava il suo pensiero d’amore, vedeva venire avanti Arabella nella luce del volto pallido e degli occhi pensierosi. Non era