Pagina:De Roberto - Il colore del tempo.djvu/70

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
62 la poesia di un filosofo

tro antagonistici. A chi ha espresso questa opinione si è risposto che l’antagonismo asserito non esiste; che anzi i due modi di attività possono andare e andarono infatti d’accordo, in altri tempi, nei primi tempi, quando poesia e filosofia erano una cosa sola.

È vero: l’arte fu un tempo scienza; ma è pur vero che la nostra vita intellettuale è infinitamente più ricca che non quella d’una volta, e che pertanto le attività umane si sono venute, come si dice, specializzando. Un oculista può, e all’occasione deve anzi, curare una polmonite; ma la sua capacità maggiore, la sua abilità particolare consiste nel curare i mali degli occhi. Ai tempi di Ippocrate e di Galeno questa divisione del lavoro non c’era. Così, anzi a fortiori, l’arte e la scienza, già confuse, si sono separate.

Il problema è anche più complesso. L’arte, un tempo, non era soltanto scienza, ma anche religione. Il poeta, il sapiente e il sacerdote facevano tutt’uno. Ma poichè la fede è immobile, mentre la scienza vuole andare avanti; poichè la prima è cieca, mentre la seconda è osservatrice; poichè quella si contenta di affermare, mentre questa vuol dimostrare; per queste ragioni il dissidio si è venuto lentamente operando e aggravando; finchè, ai nostri giorni, grazie al progresso scientifico veramente enorme compito