Pagina:De Roberto - Il colore del tempo.djvu/90

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82 la poesia di un filosofo

La vecchia preghiera cristiana diceva che questo nostro mondo è una valle di lacrime; il filosofo che ha soltanto creduto nei fatti positivamente accertati, finisce anch’egli col giudicarlo «un luogo d’aspettazione.» Ma egli arriva a questo giudizio per la via tortuosa che abbiamo vista. E ci dice almeno, come il Nietzsche dirà del regno del Superuomo, in qual modo sarà fatto il mondo migliore al quale dovremo un giorno approdare?

IV.

Eccoci arrivati al suo nuovo e più lungo poema filosofico: La Felicità. Qui certo egli si confermerà nella soluzione ultimamente trovata, ne darà nuove ragioni, l’assoderà.

Svegliandosi dopo morte, Fausto, l’eroe, si ritrova in un astro più bello, più luminoso, più ricco della terra; e mentre egli è ancora in preda a una incredula meraviglia, Stella, l’eroina, la donna da lui amata nel mondo inferiore, dalla quale fu crudelmente diviso, gli dice:

Pourquoi dans l’infini plein d’innombrables flammes,
     Parmi tant de globes mouvant,
N’en serait-il qu’un seul visité, par les âmes
     Et peuplé de corps vivants?
Pourquoi seule la terre, obscure et si petite,
     Aurait-elle entre tous l’honneur,
De porter une argile où la pensée habite?...