Pagina:De Sanctis, Francesco – Alessandro Manzoni, 1962 – BEIC 1798377.djvu/114

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Lezione II

[L’IDEALE RELIGIOSO DEGL’«INNI» - ADELCHI]

Cerchiamo dunque di fissar bene i risultati ottenuti dalle investigazioni che l’altra volta facemmo. Siamo riusciti a questa conchiusione, che gl’Inni del Manzoni sono un ritorno del mondo religioso, ma per le condizioni dello spirito moderno e appunto perché quello è un ideale di ritorno, non è immediato, diretto. Trovammo che negl’Inni la parte teologica è soverchiata dalla, parte morale, il sentimento religioso dal sentimento artistico. Non vengo ora a darvi delle prove, do il risultato degli studi fatti su questo ritorno dell’ideale religioso nel secolo XIX. Ma non ci è più il sentimento del soprannaturale, il sentimento di ciò che è santo, bensì un mondo morale elevato, una bella forma artistica. Gl’Inni del Manzoni non sono un fenomeno isolato: leggete il Genio del Cristianesimo di Chateaubriand, Lamennais, la stessa Vita di Cristo di Renan, e vi troverete il doppio carattere moderno: al sentimento del soprannaturale vedrete succedere il sentimento del mondo morale, al puro sentimento religioso la contemplazione artistica.

Dobbiamo dunque analizzare più da presso l’ideale religioso risorto, perché gl’Inni sono qualche cosa di produttivo, producono le altre poesie del Manzoni e i Promessi Sposi, producono l’Ildegonda del Grossi, e tutto il mondo artistico cristiano che fino ai nostri tempi è stato cosí spiccato in Italia ed oggi è ancora spiccato in Francia. Analizziamo bene questo redivivo sentimento religioso, per aver la chiave onde giudicare tutti i lavori che ne derivano.