Pagina:De Sanctis, Francesco – Alessandro Manzoni, 1962 – BEIC 1798377.djvu/27

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ii. la poetica di manzoni 21

        Da quest’ordine più intellettuale e logico che storico, nasce da una parte mutilazione, dall’altra esagerazione; perché l’Autore mentre taglia alcune parti, che giudica estranee al suo concetto, altre le stira per alzarle fino al suo tipo.

E tale è anche il meccanismo. Le famose unità vi sono anche esagerate, si va diritto e rapido, è un corso d’idee e non è un corso di cose.

E perché il personaggio è ideale, cioè fuori della vita comune, un eroe, un Iddio; parla dal tripode, a guisa di divinità dell’Olimpo, in tono solenne e concitato, possibilmente lontano dal linguaggio e dall’accento ordinario della vita.

A questa forma assoluta e astratta contrapponeva la nuova critica il dramma, dalle forme larghe e libere, venute fuori da un processo generativo spontaneo, anzi che da combinazioni intellettuali. Su questa base edificò Manzoni la sua tragedia storica.

Manzoni non prende per base della sua tragedia una idea, ma il fatto storico, come è realmente avvenuto, e non si attenta a mutarlo o alterarlo nelle sue circostanze essenziali, anzi si studia di riprodurre la sua fisonomia fino ne’ menomi particolari. Perciò propedeutico alla sua tragedia è uno studio diretto e personale del periodo storico a cui quella si riferisce; e non si contenta di pigliare la storia nelle tradizioni e nelle opinioni ricevute, ma fa lui nuove ricerche sopra fonti primitive giungendo a nuove conclusioni. Prima che si manifesti il poeta, c’è lo storico originale, paziente e compiuto nelle indagini, acuto ne’ giudizii, stringente nella polemica, con molto spirito, con molto buon senso, come si rileva ne’ Discorsi storici che accompagnano le sue tragedie, scritti con un brio e una naturalezza, con una precisione e un andamento analitico che nel più schietto stampo italiano ricordano i modelli più stimati della prosa francese.

Quando di mezzo a’ suoi studii storici gli esce una conclusione nuova e interessante, ecco comparisce il poeta, eccogli innanzi l’idea e la materia della tragedia storica. La sua idea non è anteriore e superiore alla storia, come in Alfieri, ma è il risultato di ricerche serie e positive. La sua materia non è una costruzione intellettuale, subordinata a certi concetti e a certi