Pagina:De Sanctis, Francesco – La giovinezza e studi hegeliani, 1962 – BEIC 1802792.djvu/153

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la lirica 147

i generi, perché lo stesso contenuto si esprime in poesia e in prosa, secondo le sue impressioni nel tal tempo e nel tal luogo. Per esempio, il poema epico e la storia appartengono allo stesso genere, quantunque l’uno sia poesia e l’altra sia prosa. I generi e le loro forme hanno la loro origine e il loro andamento nella storia dell’umanità, attraverso i secoli. Il linguaggio dell’immaginazione e del sentimento precede il linguaggio della riflessione. Perciò la poesia apparisce prima, e la prosa è invece il tardo frutto dell’intelletto venuto a maturità — . Queste osservazioni parvero nuove, perché Giambattista Vico era piú ammirato che studiato, lo per conclusione feci una lezione sulla Scienza nuova, che destò nei giovani il desiderio di quello studio, e parecchi andarono a sentire le dotte lezioni di Enrico Amante sopra il Vico.

Il primo linguaggio dell’anima fu la lirica. E di qui cominciai il mio corso. La distinsi, secondo il contenuto, in religiosa, eroica ed amorosa. Toccai della lirica greca e romana, riserbando la trattazione a un corso speciale. Mi fermai molto sulla lirica ebraica, esaminando in ispecie il Libro di Giobbe, il canto di Mosé dopo il passaggio del Mar Rosso, i Salmi di Davide, la Cantica di Salomone, i Canti dei profeti, specialmente d’Isaia. Avevo sete di cose nuove, e quello studio era per me nuovissimo. Non avevo letto mai la Bibbia, e i giovani neppure. Con quella indifferenza mescolata di disprezzo, che allora si sentiva per le cose religiose, la Bibbia, come parola di Dio, moveva il sarcasmo. Nella nostra immaginazione c’erano il catechismo e le preghiere che ci sforzavano a recitare nelle Congregazioni, e la Bibbia entrava nel nostro disgusto di tutti i sacri riti. Lessi non so dove maraviglie di quel libro, come documento di alta eloquenza, e tirato dall’argomento delle mie lezioni, gittai l’occhio sopra il Libro di Giobbe. Rimasi atterrito. Non trovavo nella mia erudizione classica niente comparabile a quella grandezza. Portai le mie impressioni calde calde nella scuola. Avevo già fatto una lezione sopra l’origine del male e il significato di quel libro, e fu udita con molta attenzione. Ma quando lessi il libro tutto intero, la mia emozione e la mia ammirazione guada-