Pagina:De gli horologi solari-1638.pdf/16

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6 PROEMIO.

cerdoti; & acciò che avesse a riuscire co ogni esatta giustezza, fece prima appianare, poi lastricare con molta diligenza tutto quel gran sito, e nel lastricato incassare le linee horarie fatte di bronzo, alle quali aggiunse quella che ne fa conoscere gli Equinotij, di che ne mancavano gli altri avanti questo, e di più nella sesta del mezzo giorno, v’erano notati alcuni segni, che giunto a toccarli l’ombra del vertice del Gnomone, mostravano la lunghezza del giorno, e della notte, e quanto fosse il crescimento, o discrescimento che havessero fatto, con altre cose notabili degne della notitia, e dell’ammiratione di tutti, e per compimento di cosi magnifica opera, Manlio pose nella cima una palla dorata (per quello, che se ne coniettura) tutta piena di trasfori, che con l’ombra delle parti di sopra, raccolte in quelle di sotto, secondo i varij accrescimenti, ne facevano intendere altre meraviglie piene d’eccellente artificio. I Greci, che d’ogni cosa si millantano attribuiscono la lode di questi horologi Solari ad Anassimene Milesio, per essere stato il primo,


che