Pagina:Del danno che avverrebbe allo Stato Pontificio.djvu/16

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me fu dimostrato, a commerciare sul Mediterraneo nello scalo dello Stato, e questo scalo farebbe con Ancona quel commercio che Livorno nell’altra ipotesi farebbe direttamente con Ancona. E quand’anche si volgesse ad Ancona, sempre le merci che trarrebbe, dovrebbero correre fino allo scalo sul Mediterraneo percorrendo tutta la linea ferrata dello Stato, ivi imbarcarsi, ivi lasciare un qualche benefizio: a menochè non preferisse l’antica via di mare, locchè non sarebbe a temersi. Quindi è tanto innegabile essere utile allo Stato Pontificio che Livorno non possa accedere all’Adriatico, quanto è innegabile essere più utile che faccia il commercio con due città dello Stato, anzichè con una.

E qui perchè non mi si faccia rimbrotto di gretto interesse municipale per avere io soventi volte nominata Civitavecchia, voglio osservare che il ragionamento procede di pari passo ove a Civitavecchia si sostituisca qualunque altro scalo pontificio nel Mediterraneo.

Se non che, posta la verità e giustezza del mio ragionamento e posto che il danno fosse della sola Civitavecchia, sarebbe egli mai giusto di ascrivere a municipale interesse le mie deduzioni? Sarebbe egli forse, in sì grave bisogna, a disprezzarsi il danno della sola Civitavecchia?

Ommetto di osservare che se le città sono membri dello Stato, il danno di una città è danno dello Stato, come il dolore di un membro è dolore del corpo. Non dirò neppure che l’ingrandimento, la prosperità, la ricchezza di Civitavecchia refluirebbe sul