Pagina:Del danno che avverrebbe allo Stato Pontificio.djvu/29

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taggi, la formidabile concorrenza dell’industria belgica, nè la somma preponderanza del porto di Anversa, n’ebbe ben d’onde. La Francia ed il Belgio si comunicarono il respettivo eguale commercio bilanciato da una correspettività perfetta. Il Belgio e la Francia non avevano un godimento proprio speciale privativo di cui potessero far perdita nella mutua loro comunicazione: non miravano ambedue ad un punto solo di opposti interessi; non tendevano entranbi ad un sol fonte di commerciale ricchezza, e perciò non era possibile fra essi gara, esclusione. La Francia non aveva a temere ma a profittare del porto di Anversa, ed il Belgio permettendole l’accesso a quello scalo nulla toglieva a se stesso; che anzi accresceva il commercio di quella piazza estendendolo all’estero; dal che gli deriva utilità, non danno nel mutuo cambio dei respettivi prodotti. Siamo forse noi nel caso medesimo in rapporto alla Toscana? Ho dimostrato che l’utilità di congiungere i due mari sarebbe tutta della Toscana; che si vuole di più? Perchè non si dimostra che ciò non è vero?

Dice taluno che alla fin fine un passaggio alla Toscana sarà mestieri accordarlo; e che, se non per lo Stato Pontificio, si aprirà il varco all’Adriatico per Modena, e l’alta Italia, e quindi si recherà a Venezia e Trieste: d’onde lo Stato Pontificio perderà quel vantaggio che avrebbe potuto trarre commerciando con Ancona e percorrendo l’interno dello Stato medesimo.

In merito all’asserita necessità, non saprei veder-