Pagina:Deledda - Chiaroscuro.djvu/221

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la volpe 215


verrà, fulano! Verrà più tardi, col parroco, appena questo ha detto la messa....

— Allegra, Zana! — dissero allora le donne, scherzando non senza malizia. — Sento il passo del cavallo che trotta come il diavolo.

— Allegra, fanciulla! Vedo scintillare la catena dell’orologio....

— Una palla nel cocuzzolo! Quanto costerà quella catena? Nove reali?

Zana allora si stizzì.

— Mala fata vi guidi, lasciatemi in pace. Io non lo posso vedere. Mi pilucchi l’occhio il corvo, se io oggi lo guarderò neppure in faccia....

Il dottore e il prete arrivarono poco prima di mezzogiorno, accolti da evviva e da grida di gioia. All’ombra d’un sovero Jacu, il servo, gli amici, tosavan le pecore stendendole, ben legate, su una larga pietra come sopra un’ara per un sacrifizio; i cani si rincorrevano fra l’erba, gli uccelli fischiavano sulla quercia; un vecchio rassomigliante al profeta Elia raccoglieva la lana entro un sacco e intorno i fiori dell’asfodelo e i gigli selvatici curvati dal vento odoroso pareva si spingessero in avanti curiosi di veder anch’essi ciò che succedeva in mezzo a quel gruppo d’uomini curvi con le cesoje in mano. La pecora tosata e slegata balzava su dal mucchio della lana come da un’onda di schiuma, e si allontanava, rimpicciolita, col muso per terra.

Per un po’ il dottore stette a guardare, con le mani intrecciate sulla schiena, poi tornò