Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/219

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dirgli che domani mattina venga dal Perrò alle nove invece che alle dieci.

Ella stette immobile davanti a lui, incerta se doveva parlare o tacere. Finalmente domandò:

— Tu credi che la cosa sia certa? Lorenzo dunque se ne va davvero?

— Se ne andrà senza dubbio.

— Va al suo paese?

— Non credo. Secondo me, no: credo che vada molto più lontano.

— Ho sentito dire che egli vuol farsi frate.

— Non mi meraviglierebbe! — disse Bruno calmo e pensieroso. — Egli adesso non fa che pregare e.... bere....

— Ah, ah, tu vuoi dire che i frati sono ubbriaconi? Sentimi, — ella esclamò, sedendosi anche lei sulla scaletta, accanto a lui — e tua moglie come sta? L’ho veduta l’altro giorno: com’è magra! Non le dai da mangiare?

Ella si era improvvisamente animata. Le sembrava che Bruno la guardasse come la guardava un tempo, con uno sguardo melanconico e tenero; ma forse ella s’ingannava, perchè egli non parve turbarsi affatto nel sentirla così vicina a lui, così giovine, vivace, quasi provocante.

— Mia moglie sta bene, — disse senza