Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/227

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— Tu sei stato da Antonio Maria? Che dice per l’affare della tanca?

— Egli sperava che la sua nonna gli desse almeno cento scudi, perchè, dopo tutto, è stato lui a convincerla a vendere la tanca. Ma la vecchia ha nascosto i soldi, e dice che, poichè è stata costretta a vendere, non spenderà un centesimo della somma e la lascierà alla Chiesa per farsi celebrare tante messe dopo morta. Egli è arrabbiato coi preti, adesso, e dice che le sue cugine hanno appunto relazioni intime con qualche sacerdote.... Fa anche dei nomi....

Sebastiana ascoltava, con gli occhi spalancati nel buio. Come tutte queste storie di amanti, di relazioni illecite e pericolose le piacevano!

— Ah, l’ho sentito dire anch’io! — mentì. — Sì, sì! L’ho sentito. Del resto, mia madre non vuole che si sparli dei preti: ma chi sono essi? Peggiori di noi! È vero che Lorenzo vuol farsi frate? E chi è più cattivo di lui? Tu mi hai raccontato che egli parlava male di me....

— Ora dormiamo, — egli disse, stringendole un braccio come per invitarla a calmarsi. — Domani mattina.... domani mattina....

Egli aveva sonno, era felice, e non amava