Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/233

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V.

Tre o quattro giorni dopo Lorenzo fece a Predu Maria la consegna della dispensa.

— Tre quintali di farina bianca, cinque di farina gialla.... Due quintali di formaggio pecorino.... Sette sacchi di patate. Il lardo di tre maiali. Qui c’è la damigiana dell’acquavite; San Pietro e San Simone ci proteggano!...

— Tu scherzi, oppure è così! — disse gravemente Predu Maria, che aveva fatto voto a San Pietro e a San Simone di non bere più, se riusciva ad ottenere il posto di dispensiere.

— Tua moglie, come sta? — domandò Lorenzo. — Se mi permetti, vado a salutarla, mentre passo per Nuoro. Devo dirle qualche cosa per tuo conto? Adesso che non puoi scendere sempre che vuoi, come farai, Gerusalè?

— Ne farò a meno! Oppure verrà mia moglie, a trovarmi quassù!

— Ah, Gerusalemme! Tu non hai paura di lasciar tua moglie venir su sola?

— Per via non ci son cinghiali!