Pagina:Deledda - Il paese del vento, 1931.djvu/209

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— Ma non sa, signora, che questo stoccafisso è un forestiere, venuto a stabilirsi nel nostro paese trentacinque anni fa?

— Per questo, appunto, son diventato matto, — dice l’altro, mordendosi le labbra per non ridere; e continuerebbe, se il mio vicino, di nuovo esclusivamente rivolto a me, non parlasse d’altro.

— Speriamo, signora, di vederla sabato venturo all’inaugurazione del nuovo stabilimento balneare, e poi anche a teatro. A teatro, sì, signora. Noi abbiamo anche un teatro. Non è la Scala di Milano, ma poco ci manca. Si figuri che il primo di luglio, appunto per l’apertura della stagione estiva, avremo la Norma.

Ma i nostri discorsi erano spiati da quasi tutti i commensali, e qualcuno si mise a canticchiare con beffa:

«Mira, Norma, ai tuoi ginocchi....»

Del resto la tavola, adesso, si era animata; e tutti parlavano ad alta voce, sempre però con un certo ritegno, mentre gli invitati delle altre mense discutevano con