Pagina:Deledda - Il paese del vento, 1931.djvu/219

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Egli allora sollevò la voce, non irata ma chiara e dura.

— Era meglio però che tu fossi stata più sincera e leale con me: avresti risparmiato tanto dolore a tutti e due.

Ardente di sdegno, ma anche di paura, senza tuttavia agitarmi, penso:

«Sta a vedere che anche lui, adesso, mi crede colpevole di inganno e di tradimento».

— Che dolore? Che dolore? — protesto, fiera e quasi ironica. — Se qualcuno ha da soffrire sono io sola, per aver stupidamente creduto che si possa fare un po’ di bene ad un uomo. E se tu parli di poca sincerità, da parte mia, forse hai ragione, ma non di slealtà. Ho conosciuto quel disgraziato quando ero quasi ancora bambina: è stato un giorno ospite a casa nostra e ci siamo scambiate solo poche frasi innocenti: poi è sparito. Che cosa dovevo raccontarti, di lui? Quando ti ho conosciuto non pensavo più a lui.

— Te ne sei ricordata qui, però.

— Per forza. L’ho riveduto in quello