Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/138

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Il nuovo pretendente cominciò quasi con le stesse parole dell’altro.

— Lei, certamente, signorina, indovinerà lo scopo della mia visita.

Quel certamente la richiamò al senso tragico della scena: quest’uomo era sincero e limpido, onde la sua sola presenza faceva ridere come quella di un essere primitivo che non ha neppure la coscienza della sua goffaggine: e poiché lei non rispondeva, egli si rinfrancò e riprese:

— Volevo l’altro giorno profittare del suo fortunato incontro per rivolgerle la parola, ma non ho osato: non era luogo opportuno, anzi mi scuserà se mi sono permesso di salutarla. Mi accorsi però ch’ella aveva già notato la mia umilissima persona, poiché piú di una volta mi ha senza dubbio veduto gironzare qui intorno, e precisamente intorno al suo terreno. Da molto tempo faccio la corte al suo terreno, signorina, ma so che lei non ha intenzione di vendere ancora e l’approvo; lei ha in suo potere un capitale che cresce di giorno in giorno. Non si tratta di questo, però, adesso; si tratta,