Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/142

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


— E adesso dove sono?

— Sono in viaggio di nozze; presto torneranno.

— Presso di lei?

— Oh, no! — E poiché questa esclamazione le parve troppo vivace aggiunse subito: — Né loro lo desiderano, né io lo pretendo. Non è bello mettersi in mezzo a due che si amano, specialmente nei primi tempi della loro unione. L’amore è una cosa grande e sacra alla quale ci si deve accostare come a Dio, in silenzio e in adorazione.

Egli ebbe un fuggevole sogghigno.

— L’amore come lo si sogna a quindici anni! In realtà è altra cosa; è quasi sempre poggiato su basi materiali che presto crollano. E se la stima, l’amicizia, il proposito di una vita pura e dritta, fatta piú di doveri che di piaceri, non l’accompagnano, la rovina è completa.

«Tuttavia, — osò dire, dopo averci pensato un momento, — ho piacere che lei abbia dell’amore un’idea cosí religiosa: ciò significa che non ha avuto delusioni.»