Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/163

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


riuscivo anche a piacergli. Non piaccio anche a lei? — domandò brutalmente.

— Io sono altra cosa, — egli rispose umile e tuttavia con intenzione maligna.

Ed ella si difese.

— Lei è un uomo: è il primo vero uomo che io abbia conosciuto: non si diminuisca per volermi diminuire.

— Dio me ne guardi! Ma l’altro...

— L’altro, era un mascalzone; e credo lo sia ancora, e credo che abbia sposato mia nipote un po’ per amore sensuale, molto per la speranza della mia roba. È un disgraziato, in fondo, un debole, ma ha la potenza, come tutti i deboli, dell’astuzia istintiva. Egli conosce benissimo, e per questo credo abbia sposato mia nipote, il fascino che destava in me con la sua presenza.

— Lei lo ama, — disse l’uomo, abbassando la testa come un bambino che vuol piangere.

— Che cos’è l’amore? Se è paura, quella paura misteriosa che a volte ci assale in un luogo solitario, di essere sorprese e violentate da un ignoto, e il vegliare contro il