Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/173

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— È bello avere una casa bella; e a lui piacciono queste cose.

— Anche a me, se non costassero e ingombrassero tanto. Mi toccherà poi di lavorare il doppio per tenerle bene.

— Le farai custodire dalla cameriera.

— La cameriera sarò io, — ella disse con un lieve sogghigno; — voglio lavorare, come sempre ho lavorato. Non lavoravo, qui? Non eri contenta di me? Non eri contenta?

— Ero contenta, sí. Ma che hai, bambina? Si direbbe che non sei felice.

— Sono anche troppo felice. Perché non dovrei esserlo? Perché ho ingannato voi due? Ma credi pure, zia, è meglio cosí. Non era uomo per te, lui.

— Maria! Ma perché parli cosí? Ancora?

La giovine allora buttò giú fino a terra il mantello, che s’aprí come una fresca pelle ancora ramata di viola all’interno, e la lasciò nella nudità di un lieve vestito rosa molto scollato e senza maniche.

— Ricordi, zia, di quel nostro discorso, quando io ti dissi che volevo vivere nella verità? Ebbene, ho tenuto la parola: vivo