Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/196

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sentiva che un mistero le si celava, un agguato nel quale già era presa.

«Vigilerò e mi salverò ancora. O bisogna bene che io sia predestinata e che Dio mi abbandoni del tutto perché mi si possa ancora ingannare. Ad ogni modo sia fatta la tua volontà, o Signore», pensò riponendo l’imbuto dell’apparecchio.

E istintivamente si fece il segno della croce.

Partí la notte stessa, mentre quelli l’aspettavano per la sera del giorno dopo. E in treno, sola, col pensiero della sua casa abbandonata, col pensiero del pericolo al quale correva coscientemente incontro, fra le ombre e le figure sconosciute che andavano e venivano, e le distanze misteriose che si attraversava, le pareva di sognare i soliti suoi sogni.

Ma il giorno nascente dissipò l’incubo: