Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/197

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e appena arrivata, tutto il borgo dei pescatori parve accoglierla con festa.

Le casette, a destra della strada erbosa che fiancheggia il canale del porto, riparate sotto una nuvola verde e scintillante di robinie, gettavano dalle porticine alte le loro scalette di mattoni, invitandola a entrare: e i gatti che vigilavano le soglie la guardavano con la loro placidezza di animali sacri. Dall’altra parte della strada, fra un tronco e l’altro delle grandi robinie nodose, lungo la banchina del canale, pendevano festoni di vecchie reti rossiccie e di reti bionde appena tessute, tutte onduleggianti, coi loro pendagli di sughero, come vesti di donne: e attraverso il loro velo ardeva il croco delle vele ferme, il cui riflesso incendiava e riempiva di serpenti luminosi l’acqua increspata del canale.

Una vecchietta mattiniera, seduta sotto una robinia, filava la canapa per le reti, tirando il filo da un fuso piú alto di lei; e pareva la parca del luogo, il simbolo di quella vita semplice il cui alito spirava intorno con l’alito della terra e del mare.