Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/224

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Si nasconde il viso fra le mani, scossa da violenta agitazione:

poi fa forza a se stessa e si solleva quasi con fierezza.

Anzitutto egli non mi ha sedotta, nel senso volgare della parola. È riuscito a farsi amare da me, o meglio ci siamo amati, cosí, per forza naturale, come tutte le coppie si amano: e l'occasione stessa ci ha favoriti. Si abitava una casa col giardino in comune, con l'ingresso in comune: io d'altronde lo conoscevo poco; egli aveva studiato nelle grandi città, e per me egli non era un cugino come tutti gli altri, ma un uomo del mondo ignoto che io sognavo come un paese fantastico e irraggiungibile. Egli sposò e portò nel piccolo paese nostro una donna della città: e questo io lo trovai giusto, naturale: innaturale mi sembrò che in breve essi non andassero piú d'accordo: la donna si annoiava, e pare anche non gli restasse fedele. Egli allora si volse a me, smarrito, come un malato che si guarda nello specchio. Ero la donna della sua razza, io, quella che poteva rispondergli anche