Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/51

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— Non le nascondo che io sono alquanto indolente, se non pigro, — le disse, quando ella ritornò come dopo aver semplicemente fatto il giro del giardino ed egli fosse rimasto lí davvero ad aspettarla; — la mia natura è un po’ quella del contemplatore, ma di una contemplazione, dirò cosí, esteriore, perché mentre mi piacciono magari fino all’estasi le linee, i colori, le luci, i movimenti e le trasformazioni delle persone e delle cose, il piú delle volte rimango, nel contemplarli, ugualmente piegato su me stesso, e solo di rado il paesaggio e l’ambiente della mia anima si fondono col paesaggio e l’ambiente che mi circondano. Ho tante cose mie a cui pensare, — riprese, poiché lei ascoltava con curiosità