Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/80

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non credere? Perché non amare? Perché non amare solo per amare, fuori di sé stessi, fuori della miserabile carne? L’amore ha tanti raggi come il sole, e piú è fuori della carne piú è perfetto. L’altra avrà bambini, un giorno; e riamare la vita nella vita di un bambino è più che amare un uomo.

Lagrime di tenerezza, dolci perché erano lagrime, le rinfrescarono i grandi occhi ardenti; e le pareva che davvero un bambino che l’amava, che finalmente l’amava perché lei lo amava, le buttasse ridendo sul viso e sul petto manciate di perle.

Il vento di ponente cessava; cessavano le voci eccitanti della natura in amore.

E di là dal silenzio azzurro che allagava la casa si sentiva adesso la voce della città. Ed era come il ronzío della febbre che dopo il tramonto stordisce l’ammalato: un mormorío di delirio stanco, un roteare incessante in un labirinto senza uscita; e gridi, suoni di campane, fischi di sirene intrecciati in una spira soffocante; e vibrazioni d’incudini disperate, e un rombo, un rombo