Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/85

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— Ma egli cosa dice, a proposito della fortuna?

— Nulla, dice. Egli dimostra una perfetta indifferenza per tutte le cose materiali che non riguardano il nostro amore. E dice che se non basterà la sua rendita, per la famiglia, lavorerà. Vuole lavorare; ha già stabilito di aprire uno studio legale, con un altro avvocato suo amico. Io non so, però, se conoscendo il mio vero essere mi vorrà egualmente. Io sono certa ch’egli veniva a cercare di te, ma sono anche certa che adesso mi vuol bene. Che fare, dunque? Dimmelo tu che cosa devo fare!

«Bisognerebbe rompere, lo so, — riprese cambiando voce, come fosse l’altra a rispondere; dirgli subito tutta la verità: ma è questo, io non ho il coraggio: e rompere è una parola. Oggi si rompe domani si riattacca, e siamo sempre lí, in una situazione penosa per tutti.

— Alzati, — impose l’altra, che aveva già vinto sdegnosamente il suo tumulto interno; — non esageriamo: è un’avventura come un’altra, e non è la prima e non sarà