Pagina:Deledda - La giustizia, Milano, Treves, 1929.djvu/102

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guendo con gli occhi il movimento della persona di lui. Com’egli s’inchinò, il sole gli rifulse sui capelli irti, sulla nuca forte e sul fiero volto; e nel risollevarsi, Maria gli notò negli occhi la stessa limpida e verdognola trasparenza dell’acqua, quella trasparenza così pura e profonda ch’ella tanto aveva amato in due chiari occhi spenti.

Ed ebbe paura di se stessa.

— E tuo padre? — chiese, timorosa che Stefano le rivolgesse domanda sull’argomento della sera innanzi.

— Ho sentito che chiamava Serafina per aiutarlo a vestirsi.

E la pericolosa domanda venne.

— Resterai, Maria?

— Non posso.

— Non puoi, o non vuoi?

Intanto s’era avanzato fino al parapetto, e con la fronda tracciava qualche linea nell’acqua, che s’apriva rabbrividendo e scintillando.

Maria credè di scorgere un M in quelle linee vanescenti, ed ebbe desiderio di piangere e ridere nello stesso tempo.

La cingallegra cantava:

               Se tu un giorno verrai sotto i paterni
          Salici, guarda: forse l’amoroso
          Sguardo de l’acque nel misterioso
          Seno un pio nome ancora leggerà...