Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/13

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la via del male 11


— Cosa vuoi? Qui è un luogo di chiacchiere: tutti convengono qui, come le api all’alveare — riprese il toscano, con un bel paragone che fece sorridere Pietro. — Io ascolto e ripeto...

— Quando avrò bisogno di saper qualche cosa, allora, verrò qui...

— Mi pare che ci sii già venuto...

Pietro sbottonò una specie di borsetta applicata alla sua cintura di cuoio, e trasse una moneta di argento.

— Pago. E tua moglie dov’è?

— È andata a cogliere fichi d’India — rispose l’altro, sbattendo sul banco la moneta per accertarsi che non era falsa.

Pietro pensò alla moglie del bettoliere, una bellissima donna dai grandi occhi neri, presso la quale anch’egli una volta aveva passato qualche ora; e per concatenazione d’idee domandò:

— E cosa si dice di Maria Noina? È onesta?

— Ostia, son cose neppure da domandarsi! gridò l’altro. — La figlia di zio Nicola Noina? Lo specchio dell’onestà.

— E fa all’amore, almeno, questo specchio?

— Niente. Vuole un partitone, quella...

— Ebbè, glielo porteremo dal continente... — disse Pietro con beffe, guardando quel forestiere biondiccio e chiacchierone che era venuto dal continente per sposarsi con una donna niente «specchio d’onestà».

Avrebbe voluto sapere altre cose, ma ebbe timore che il bettoliere andasse poi a riferire le sue domande ai Noina, e si alzò.