Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/167

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la via del male 165



— Stanotte strangolo zio Nicola, questo cinghiale rosso e sciocco...

Ma dopo che zia Luisa si fu ritirata, il padrone sollevò il bastone e lo battè lievemente sulle spalle del servo.

Pietro trasalì; parve svegliarsi da un sogno.

— Che c’è?

— Buone notizie, — disse zio Nicola, con voce ironica. — Ora te la racconto.

Spiegò un gran fazzoletto turchino, lo scosse sul fuoco, poi si soffiò rumorosamente il naso.

— Sì, buone notizie, almeno si dice così. — Prendi tabacco, Pietro Benu? No? Allora, buona notte! Sì, anch’io ho cominciato a prender tabacco: invecchio. E lasciamo andare! Dunque mia figlia Maria sposa Francesco Rosana.

Pietro ascoltava e taceva. Le ultime parole del padrone lo colpirono come bastonate. Ah, ebbene, sì, fino a quel momento egli aveva sperato d’ingannarsi!

— Come si fa? — proseguì zio Nicola. — Si poteva aspettare ancora, si poteva sposare un bel giovane; ma alle donne, oramai, credi pure, piacciono gli uomini brutti. Tu sei un bel giovane, per esempio; ma credi tu che piacerai alle donne? Passati quei tempi, bello mio! Il cuculo non canta più... Sì, bello mio, zia Luisa lo vuole. Maria lo vuole, tutto il mondo lo vuole...

— Chi?

— Chi? Sei sordo? Non ho nominato Francesco Rosana? Giovane ricco, spaccone, consigliere co-