Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/33

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la via del male 31


— Sicuro, — rispose Sabina.

— Vuoi girare anche te, Pietro Benu? — chiese allora Maria, deridendo il giovane servo che s’affannava intorno ai cavalli scalpitanti.

— Il diavolo vi raggiri, — egli rispose, indispettito.

Le ragazze si misero a ridere, e corsero via, giù per il piccolo sentiero soleggiato, spingendosi per le spalle.

Non seppe veramente perchè, Pietro diventò triste. Seguiva con lo sguardo le due cugine e le vedeva scendere giù per il sentiero, correndo e ridendo. Poi esse scomparvero fra le macchie e riapparvero vicino al ruscello, coi loro corsetti colorati come fiori. Il riso sonoro di Maria si fondeva col rumorio dell’acqua corrente: Sabina, curva sulla piccola cascata sotto il noce, si lavò il viso e lo asciugò col lembo della sottana. A un tratto ella guardò in alto, lontano, verso il punto ov’era Pietro, e sollevò una mano; poi disse qualche cosa a Maria. Entrambe scoppiarono a ridere. « Sì, — pensò Pietro, — devono parlare di me!» Sabina forse confidava alla ricca cugina la mezza dichiarazione d’amore ricevuta dal servo, ed entrambe ne ridevano. No, Sabina non l’amava; egli s’era scioccamente ingannato.

Anch’ella doveva essere ambiziosa come la cugina ricca, ed egli era povero, non aveva casa, non possedeva neppur un carro, un paio di buoi, un aratro.

E Maria, ora che sapeva il segreto del suo cuore, lo avrebbe continuamente deriso.