Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/45

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la via del male 43

messe il cuore. Era avvezzo a svegliarsi pensando a due occhi dolci velati da un ciuffo di capelli biondi; ora la buona visione non tornava, non sarebbe tornata più. E invece della luminosità dell’aurora nella valle, lo circondava l’oscurità silenziosa della cucina; appena un chiarore biancastro irradiava la tegola di vetro infissa nel tetto ad uso di finestrino.

Ma ecco un rumore di passi nel cortile silenzioso. Chi è? Zia Luisa che s’alza all’alba, perchè a tal’ora si deve alzare la massaia benestante?

La porta fu spinta lievemente, s’apri, lasciò scorgere lo sfondo grigio del cortile.

Maria entrò, scalza, agile e silenziosa.

Pietro finse di dormire ancora, ma ogni tanto apriva un pò un occhio e seguiva con curiosità i movimenti della giovane padrona. Ella aprì lo sportello della porta e la luce sempre più nitida dell’alba invase la cucina. Poi Maria si tolse il fazzoletto, si lavò, e a testa nuda, con le maniche della camicia rimboccate fino ai gomiti, preparò il caffè. Mentre la caffettiera sussultava forte sui carboni accesi, ella macinò il caffè, e solo allora parve accorgersi di Pietro. Egli intravide i begli occhi di lei, un po’ socchiusi e ancora sonnolenti, fissarlo a lungo, e provò un indefinibile senso di benessere. A poco a poco questo vago piacere si fece intenso, ardente, diventò fascino, desiderio. Pietro senti il sangue animarsi nelle sue vene, caldo e palpitante; ma appena egli ebbe coscienza del suo desiderio se ne vergognò, arrossi e chiuse le palpebre.