Pagina:Dell'obbedienza del cavallo.pdf/32

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4 Parte


E nel proseguimento di quest’azione potrà anche rilevare; primo: che nel tempo che il peso va ad aggravare il piede che deve sustenerlo, l’altro che deve eseguire il passo viene insensibilmente, e con l’istessa proporzione alleggerito, talchè alla fine se ne trova del tutto sgravato.

Secondo: che il piede che lo sostiene è obbligato di secondare l’azione sua, con inclinare in avanti quel più che può.

Terzo: che a proporzione, che questo inclina in avanti, l’altro non solo nel principio di tale inclinazione si trova forzatamente sollevato da terra, come si è detto, ma di poi anche dal proseguimento di essa, viene stracinato ed obbligato a secondare lui pure l’azione del corpo.

Quarto: che quantunque il piede, che deve eseguire il passo sia stato sollevato da terra e stracinato in avanti, ciò non ostante non è messo in opera dalla potenza motrice, prima che il piede che sostiene il peso, non sia per terminare il corso della sua pendenza.

Dal che rilevasi chiaramente, che l’azione del passo non è, che un’ondulazione del peso del corpo sopra quel piede, che di mano in mano glie ne va formando la base del sostegno, ed il sollevamento forzato da terra, e lo stracinamento dell’altro piede, non ad altro oggetto è fatto, che per renderlo pronto, e perchè sia a portata di poter eseguire, immediatamente che glie ne


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